P.C. Rivoltella (a cura di), Apprendere a distanza. Teorie e metodi, Cortina, 2021, pp. 5-454

Francesca Marinelli

Professoressa associata di Diritto del lavoro, Università degli Studi di Milano Statale

Tra le tante pubblicazioni sulla didattica il libro curato da Rivoltella merita attenzione per almeno due ordini di ragioni.

In primis, perché sostiene nella prima parte del volume una tesi che, seppur non originale, appare senza dubbio ben argomentata: la DAD, nonostante tutti i suoi limiti, è uno straordinario  strumento di inclusione, rappresentando una opportunità non solo di mobilità sociale (in quanto offre occasioni di formazione anche a chi non è nelle condizioni economiche per frequentare con profitto un corso universitario), ma anche di life-long learning (potendo raggiungere soggetti finora esclusi dalle aule  come: lavoratori, anziani, disabili, malati, etc…). Ecco perché la strada da seguire dovrebbe essere,  terminata l’emergenza pandemica, da un lato “normalizzare la didattica a distanza  […] inserendola nel sistema universitario non più come […] un ripiego, ma come una opzione  aggiuntiva dell’offerta formativa” e, dall’altro, trasformare i webinar da ipotesi eccezionale  “a nuova abituale forma di aggiornamento culturale e professionale on line, anche a pagamento” (e ciò è ad avviso di chi scrive appare tanto più vero alla luce delle disastrose conseguenze che la guerra in Ucraina avrà, in particolare – ma non solo – sulle risorse energetiche,  alimentari ed occupazionali).

In secundis, il libro in commento merita attenzione per i temi trattati nella sua parte seconda.

Dopo aver chiarito, per un verso,  come il forzato upgrade tecnologico imposto ai  docenti  dalla DAD abbia l’indubbio merito di aver portato prepotentemente la didattica al centro del dibattito anche in settori lontani dalle scienze pedagogiche, e, per altro verso, come l’“affrontare il rapporto con la rete non significhi cedere a una moda o ad una emergenza passeggera, ma rendere contemporanea l’esperienza formativa”, il libro illustra numerosi strumenti e strategie di course design  utili per realizzare una efficace didattica  a distanza (quali ad esempio il  microlearning e la gamification).

Il messaggio del libro è interessante: l’aula, in quanto luogo di interazioni plurime finalizzate all’apprendimento, è senza dubbio un sistema complesso, ma il “modo in cui viene costruita la situazione didattica è questione di clima e non di collocazione nello spazio”.

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